Attention: open in a new window. PDFPrintE-mail

 

Trapianto di Midollo Osseo

 

 

 

Il Trapianto di Midollo Osseo, negli ultimi 20 anni, da disperato ed ultimo tentativo, si è trasformato in solida terapia, atta a curare numerose malattie Oncologiche e non.

Grazie al trapianto o (TMO), molti pazienti affetti da: Leucemie, Linfomi, Tumori Solidi, gravi forme di Anemie Aplastiche, tipologie di Immunodeficienze e Anomalie Genetiche, trovano in questa una possibilità di cura in più.


 

Cos'è il Midollo Osseo?


E' un tessuto "liquido" nel quale si formano: globuli rossi, globuli bianchi, piastrine, che si sostituiranno di volta in volta alle cellule morte naturalmente, cessando così la propria funzione (Emopoiesi).

L' Emopoiesi si forma da un unico tipo di cellula (Cellula Staminale Emopoietica o CSE), all' interno del Midollo Osseo, che si trova: coste, sterno, ossa iliache, scapole, cranio e alle estremità dell' omero e del femore.

 

Perché il TMO

 

In alcuni Linfomi e forme Leucemiche, vista la loro gravità, vengono curate con massicce dosi di farmaci chemioterapici, solitamente uniti a cicli di Radioterapia. (questo trattamento è chiamato di "Condizionamento").

Questa fase serve ad eliminare tutte le cellule tumorali e a preparare il "Terreno" per il nuovo Midollo Osseo.

Previa infusione in vena (esattamente come una trasfusione di sangue, ma eseguito presso centri muniti di camere sterili e appositamente attrezzate per il TMO), si procede al trapianto; se il Midollo proviene da donatore sano è detto Allogenico, se invece si tratta di autotrapianto è detto Autologo.

Nel caso di trapianto Autologo, il Midollo viene trattato con complesse tecniche di laboratorio, che possono prevedere l' impiego di farmaci chemioterapici(desametasone, mafosfamide, vincristina), oppure utilizzano microsfere unite a particolari anticorpi detti anche Monoclonali.

Successivamente queste microsfere adese alle cellule tumorali, vengono eliminate tramite campi elettromagnetici; queste tecniche molto avanzate sono più comunemente dette "Purging".

Nel trattamento Allogenico, potrebbe esistere il rischio di sviluppare la malattia del trapianto: Graft Versus Host Disease; è il caso ad esempio del trapianto aploidentico vale a dire quando il donatore non è compatibile al 100% (HLA); per fronteggiare tale rischio,il midollo del Donatore, viene privato di particolari linfociti (detti T), ritenuti i maggiori responsabili della malattia del trapianto. E' da sottolineare il fatto che i linfociti T sono dotati di effetto antileucemico, mancando questi, si potrebbe avere una recidiva di malattia.

 

 

Compatibilità del Donatore

 

Le cellule del Midollo Osseo, in superficie sono munite di strutture in grado di rigettare i tessuti estranei, e sono chiamate Antigeni Leucocitari Umani, o HLA (Human Leukocyte Antigens).

A, B, C, D, sono le quattro classi di antigeni a oggi identificate, questo per assicurare al paziente la miglior accettazione del Midollo del Donatore.

Da sottolineare l' antigene di classe D, questo viene analizzato più nello specifico, in quanto determina la risposta immunitaria e il rigetto.

La compatibilità tra donatore e paziente, si esegue con l' esame del sangue periferico o meglio:

La tipizzazione HLA (sopra citata).

Esecuzione di colture miste linfocitarie ( Mixed Limphocyte Coltures o  MLC ), i linfociti del donatore sono messi a contatto con quelli del ricevente e successivamente studiati.


Donare il Midollo Osseo


Aspirato solitamente dalle creste iliache, ed eseguito in sala operatoria.

Al termine del prelievo, inizia la conta delle cellule nucleate, per accertarsi che la quantità di liquido sia sufficiente ad un corretto trapianto:

2-6 x 108 cellule ( 200-600 milioni cellule per kg di peso del paziente ).